Carissimi Cittadini e Parrocchiani,

Sono a scrivere queste “due” righe per tenervi informati delle iniziative della Parrocchia e dei suoi progetti. Come sapete bene si avvicina l’annuale visita pastorale nelle Vostre Case così detta l’Acqua Santa. Ecco di sotto la lettera che riceverete nelle case ed il programma per questa visita: Piccola riflessione sull’Eucarestia guidata dai Santi (consigli dei Santi). Ordiniamo bene le nostre cose, in modo da non farci mancare il tempo per la Santa Messa. Non diciamo di essere troppo impegnati in faccende, perché Gesù potrebbe ricordarci: “Marta… Marta… tu ti affanni in troppe cose, invece di pensare all’unica cosa necessaria!” (Lc. 10,41). Quando si vuole, veramente, il tempo per andare a Messa si trova, senza venir meno ai propri doveri.

San Giuseppe Cottolengo raccomandava a tutti la Santa Messa quotidiana:
agli insegnanti, alle infermiere, agli operai, ai medici, ai genitori… e a chi gli opponeva di non avere il tempo per andarci, rispondeva deciso: “Cattiva economia del tempo! Cattiva economia del tempo!”. È così! Se veramente pensassimo al valore infinito della Santa Messa, brameremmo parteciparvi e cercheremmo, in tutti i modi, di trovare il tempo necessario. Il Santo Curato d’Ars aggiunge: “Com’è felice quell’Angelo Custode che accompagna un’Anima alla Santa Messa!”. San Pasquale Baylon, piccolo pastorello, non poteva recarsi in Chiesa ad ascoltare tutte le Messe che avrebbe desiderato, perché doveva portare le pecore al pascolo e, allora, ogni volta che udiva la campana dare il segnale della Santa Messa, s’inginocchiava sull’erba, fra le pecorelle, davanti ad una croce di legno, fatta da lui stesso, e seguiva così, da lontano, il Sacerdote che stava offrendo il Divin Sacrificio. Caro Santo, vero serafino d’Amore eucaristico! Anche sul letto di morte egli udì la campana della Messa ed ebbe la forza di sussurrare ai confratelli: “Sono contento di unire al Sacrificio di Gesù quello della mia povera vita”. E morì, alla Consacrazione! San Francesco di Sales una volta si trovò in paese protestante e per celebrare la Santa Messa doveva recarsi, ogni mattina, prima dell’alba, in una Parrocchia Cattolica, che si trovava al di là di un grosso torrente. Nell’autunno piovoso, il torrente s’ingrossò più del solito e travolse il piccolo ponte su cui passava il Santo, ma San Francesco non si scoraggiò, gettò una grossa trave là dov’era il ponte e continuò a passare, ogni mattina. D’inverno, però, con il gelo e con la neve, c’era serio pericolo di sdrucciolare e cadere nell’acqua. Allora, il Santo s’ingegnò, mettendosi a cavalcioni sulla trave, strisciando carponi, andata e ritorno, pur di non restare senza la Celebrazione della Santa Messa!

Noi non rifletteremo mai abbastanza sul Mistero ineffabile della Santa Messa, che riproduce sui nostri altari il Sacrificio del Calvario, né ameremo mai troppo questa suprema meraviglia dell’Amore Divino. “La Santa Messa – scrive San Bonaventura – è l’Opera in cui Dio ci mette sotto gli occhi tutto l’Amore che ci ha portato; è, in un certo modo, la sintesi di tutti i benefici elargirtici”. Tutte le domeniche suonano le campane perché Gesù ci ricorda che è pronti di abbracciarci e di donarci le Sue Grazie.

A questo proposito: il Signore chiede un’ora a settimana perché sente una sconfinata nostalgia di noi. E spesso ci comportiamo come un mercante raccontato dal Piccolo Principe. Nel celebre romanzo di Saint‐Exupéry, il piccolo principe incontra, ad un certo punto del suo viaggio alla scoperta dell’uomo, un mercante di pillole che placano la sete: inghiottendone una alla settimana non si avverte più il bisogno di bere. Allo sconcerto del fanciullo – «perché vendi questa roba?» ‐ risponde sicuro l’adulto: «è una grossa economia di tempo. Gli esperti hanno calcolato che si risparmiano cinquantatré minuti alla settimana». «E cosa ne fai di questi cinquantatré minuti?». «Quello che si vuole», risponde il mercante. E il piccolo principe: «Io se avessi cinquantatré minuti da spendere, camminerei adagio verso una fontana». La pillola settimanale del mercante stolto è l’antitesi della festa cristiana: estingue il bisogno, ma pure il desiderio e il piacere di camminare adagio verso una fontana di acqua fresca. Essa rappresenta bene il rischio che corre il riposo festivo: di essere solo una pausa, un intervallo tra una settimana e l’altra, un risparmio di energie e di tempo per la vita che veramente conta. Ma la pillola del mercante è anche simbolo della tentazione opposta: di chiedere alla festa “tutto e subito”, come se si potesse afferrare in un attimo tutto quello che la settimana e la vita normale non riesce a offrire. Il piccolo principe invece propone di camminare adagio verso la fontana. Camminare, cioè muoversi, attivare il corpo e il desiderio. Adagio, per gustare il cammino e non divorare il tempo. Verso la fontana, simbolo delle sorgenti sacre della vita.
La domenica è il tempo donato da Dio per camminare adagio verso la sorgente eucaristica della vita. L’Eucaristia è per il cristiano la sorgente da cui sgorga l’acqua viva della Parola di Dio che si fa nuovamente carne e sangue, nel vino “già” nuovo del suo sacramento donato. La festa cristiana è tempo e spazio dedicato ad abbeverarci alla sorgente. “Dobbiamo custodire la domenica, e la domenica custodirà noi e le nostre famiglie, lavoro, società, città, patria e la parrocchia, orientandone il cammino, nutrendone la vita”.

Carissimi, una piccola riflessione che vorrei condividere con tutti voi: 

Un giorno alla s. Messa, meditando la parabola del Buon Samaritano, abbiamo detto che siamo davvero un paese di samaritani, dove il bene del bisognoso è sempre in primo piano. Così la nostra Misericordia, alla quale tanti partecipate come volontari oppure come beneficiari del servizio (a qualcuno è stata salvata la vita, tanti sono stati assistiti nei momenti difficili, altri accompagnati all’ospedale, a fare l’analisi ect.,) svolge il suo compito istituzionale grazie ai tanti volontari. Scrivo queste parole perché da una parte sento il grande bisogno di ringraziare tutti Loro perché sacrificano il loro tempo libero per essere pronti al servizio del prossimo, cioè di tutti noi; e da altra parte sento ancora più urgente il bisogno di fare appello alle persone di buona volontà perché ritornino al Signore Gesù e facciano discernimento nella preghiera, chiedendo di vivificare nel sangue di Gesù il proprio cuore mettendosi poi al servizio del prossimo nella nostra Misericordia. Il vero fratello misericordioso è quello raccontato nella parabola del buon samaritano: colui che guarda il bisognoso e non si lascia condizionare se non dall’amore di Dio.

Il nostro paese è formato, poi, da tante associazioni, grazie alle quali vengono portati avanti progetti di sviluppo umano attraverso varie forme di attività sportive e culturali. Apprezzo tanto queste forme di attività anche perché, nell’epoca digitale, un giovane passa la maggior parte della sua vita davanti al computer, a giochi digitali oppure al telefonino, degradando le proprie capacità di relazionarsi con i coetanei e con gli stessi adulti. Vorrei invitare tutti a vivere questi momenti nello spirito umano – fair play e cristiano – senza perdere la propria presenza davanti al Signore.

Come sapete bene, da quando sono arrivato a Rapolano, in mezzo a voi, sono stati realizzati alcuni grossi miglioramenti alle strutture parrocchiali (chiesa di s. Francesco e parcheggio antistante, muro di cinta tra il terreno della parrocchia e la Piana, con il campino ed il cancello, impianti acustici nelle chiese e all’Oratorio, annuali manutenzioni dei tetti, la vendita della casa del Cappellano ed altre piccole opere) per rendere sempre più idoneo il complesso parrocchiale ad un’accoglienza fraterna e solidale. Queste opere sono state realizzate grazie a tanti aiuti di mano d’opera gratuita. Ci sono però delle opere costosissime da affrontare. Da 2 anni facciamo la raccolta del denaro per la ristrutturazione del campanile della Pieve di s. Vittore e fino ad oggi sono stati raccolti 40.480.00 E (Grazie di cuore) a fronte di una spesa prevista di 110.000.00 E. Sento dall’inizio della mia venuta che la Pieve è una Chiesa della quale tanti si compiacciono e alla quale tutti i rapolanesi sono affezionati. Sono quindi qui ancora una volta a chiedere la carità per questo intervento cosi costoso ma così importante.  I lavori come vedete dalle somme sono molto lontani ma a tutti che chiedono le date posso rispondere solo così: Pregate con me e chiediamo al Signore e alla Madonna di aiutarci. Grazie a tutti Voi e Buona Quaresima e Buona Pasqua.

Programma della benedizione delle Famiglie:

Programma della Settimana Santa: